Chimica delle Batterie Alcaline
Le batterie alcaline, codificate IEC come tipo “L”, rappresentano una categoria fondamentale di batterie primarie. Sfruttano la reazione elettrochimica tra lo zinco e il biossido di manganese (MnO2) in presenza di un elettrolita alcalino. Queste batterie devono il loro nome all’uso dell’elettrolita alcalino di idrossido di potassio (KOH), a differenza delle batterie zinco-carbone, che utilizzano elettroliti acidi come cloruro di ammonio (NH4Cl) o cloruro di zinco (ZnCl2). Sebbene altri sistemi di batterie utilizzino elettroliti alcalini, differiscono per i materiali attivi degli elettrodi.
Utilizzo e Importanza
Le batterie alcaline primarie sono prodotti di largo consumo, indispensabili per il funzionamento di numerosi dispositivi portatili come utensili elettrici, radio, giocattoli e telecomandi. Il formato più comune è la ben nota batteria AA. Queste batterie trovano impiego prevalente in dispositivi portatili con basso consumo di corrente, usati sporadicamente o in luoghi lontani da fonti di energia alternativa, ad esempio in circuiti di allarme e comunicazione dove l’energia elettrica è disponibile solo a intervalli.
La Chimica delle Batterie Alcaline
In termini semplici, ogni batteria è progettata per mantenere separati catodo e anodo, prevenendo così una reazione spontanea. Gli elettroni immagazzinati fluiscono solo quando il circuito si chiude, ovvero quando la batteria viene inserita in un dispositivo e questo viene acceso. In questo momento, la maggiore attrazione degli elettroni da parte del catodo (ad esempio, MnO2 nelle batterie alcaline) li attira dall’anodo (ad esempio, zinco) attraverso il filo del circuito fino all’elettrodo del catodo. Questo flusso di elettroni è ciò che definiamo elettricità.
Il Principio di Funzionamento
Le batterie convertono l’energia chimica direttamente in energia elettrica. L’energia chimica può essere immagazzinata, per esempio, in metalli ad alta energia come Zn o Li, i quali, a differenza dei metalli di transizione, non sono stabilizzati da legami con elettroni d. Nonostante la varietà di tipi di batterie con diverse combinazioni di materiali, tutte seguono il principio della reazione di ossidoriduzione. In una cella elettrochimica, le reazioni redox spontanee avvengono in due elettrodi separati da un elettrolita, che è una sostanza conduttrice ionica ed elettricamente isolante.
Reazioni Chimiche nelle Batterie Alcaline
La reazione redox è un processo chimico che produce un cambiamento negli stati di ossidazione degli atomi coinvolti. Gli elettroni vengono trasferiti da un elemento all’altro. Di conseguenza, l’elemento donatore, l’anodo, si ossida (perde elettroni) e l’elemento ricevente, il catodo, si riduce (guadagna elettroni). Nelle batterie alcaline, l’elettrodo negativo è lo zinco e quello positivo è il biossido di manganese ad alta densità (MnO2). L’elettrolita alcalino di idrossido di potassio, KOH, non viene consumato durante la reazione. Solo lo zinco e il MnO2 vengono consumati durante lo scarico. L’elettrolita alcalino di idrossido di potassio rimane, in quanto vi sono uguali quantità di OH− consumate e prodotte. Le semireazioni sono:
Zn(s) + 2OH−(aq) → ZnO(s) + H2O(l) + 2e− [Eossidazione° = +1.28 V]
2MnO2(s) + H2O(l) + 2e− → Mn2O3(s) + 2OH−(aq) [Eriduzione° = +0.15 V]
Reazione complessiva:
Zn(s) + 2MnO2(s) ⇌ ZnO(s) + Mn2O3(s) [e° = +1.43 V]
Applicazione Pratica
Nel mondo reale, gli elettroni generati durante la reazione vengono utilizzati per alimentare i dispositivi quando il circuito si chiude.

